Quando la sensibilità al freddo è un segnale
La fitta col freddo che passa subito è una cosa, quella che resta è un'altra. Come si distinguono, e cosa si fa.
Conservativa
Una carie che ha superato lo smalto e cammina nella dentina spesso non dà segnali finché non è vicina al nervo. Arrivati lì, la domanda è una sola: la polpa è ancora sana abbastanza da poterla tenere?
Se il dente reagisce al freddo con una fitta che passa subito, di norma la polpa è infiammata ma reversibile: togliendo la carie e proteggendola, si può tornare indietro.
Se invece il dolore è spontaneo, notturno e persistente, la polpa è compromessa: lì insistere non aiuta il dente, lo lascia solo dolorante più a lungo.
Si rimuove il tessuto malato con attenzione, si protegge la zona più vicina alla polpa con un materiale che favorisce la reazione dei tessuti, e si chiude in modo sigillato — il sigillo conta quanto la pulizia.
Poi si controlla nel tempo: la prova che ha funzionato è che il dente resta silenzioso e reagisce normalmente.
Può succedere, ed è una possibilità che si mette in conto prima di provare: in quel caso si passa al trattamento canalare, senza aver perso nulla se non qualche settimana.
Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.
Perché un dente con la polpa viva resta più resistente e conserva la sensibilità che avverte i problemi. Un dente trattato è più fragile: se si può evitare, si evita.
Le prime settimane dicono molto; il controllo si fa a qualche mese. Se in quel periodo il dente resta tranquillo, il segnale è buono.
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