Quando la sensibilità al freddo è un segnale
La fitta col freddo che passa subito è una cosa, quella che resta è un'altra. Come si distinguono, e cosa si fa.
Conservativa
Quello che conta non è quanto è vistoso il pezzo mancante, ma dove arriva la frattura: se resta nello smalto è una cosa, se scende sotto il livello della gengiva è un'altra.
Uno spigolo di smalto, una cuspide, il bordo di un dente davanti: sono perdite di struttura che si rimpiazzano con un materiale che si lega al dente. In una seduta si torna a masticare e la forma si rifà.
Se cede una vecchia otturazione grande, spesso conviene passare a una soluzione che abbracci il dente invece di riempirlo soltanto: un dente indebolito su cui si continua ad aggiungere materiale si rompe di nuovo.
Se la frattura scende sotto la gengiva, o se il dente fa male in modo netto quando molla il morso, la questione non è estetica: bisogna capire se la radice è coinvolta.
Una radice fratturata non si ripara, ed è una delle poche situazioni in cui tenere il dente significa solo rimandare. Lo dico subito, quando è così.
Se ha il frammento, lo conservi: in qualche caso si riattacca. Mastichi dall'altro lato e non provi a limare lo spigolo tagliente da sé.
Se le sta succedendo questo, una visita dice se il dente si tiene.
Un dente scheggiato che non duole non è un'urgenza, ma il bordo esposto si consuma e la struttura resta indebolita. Prima si chiude, meno se ne perde.
Sui denti anteriori il colore si costruisce a strati per avvicinarsi a quello naturale. Una ricostruzione ben fatta non si nota nella conversazione normale; una lente d'ingrandimento è un'altra cosa.
Da leggere anche
La fitta col freddo che passa subito è una cosa, quella che resta è un'altra. Come si distinguono, e cosa si fa.
Quando una carie arriva vicino alla polpa non è automatico devitalizzare. Cosa si valuta e come si prova a salvare il nervo.
Non tutte le ricostruzioni sono uguali. Cosa cambia fra otturazione, intarsio e corona, e su cosa si decide.